Un cuore diviso in due

Vivere all’estero può essere una figata, impari una nuova lingua, nuove abitudini, conosci altre culture, ma nello stesso tempo ti rende sempre una persona con un cuore diviso a metà se l’attaccamento con la tua famiglia d’origine è molto forte.

E’ quello che vivo io ormai da anni; prima lo vivevo al contrario, avevo Marito (allora Fidanzato) qui in Grecia e io ero in Italia. Non vedevo l’ora di venirlo a trovare ma poi immancabilmente sentivo nostalgia di casa. Adesso la mia casa è qui con Marito; l’Italia e la mia famiglia d’origine mi mancano e cerco sempre di tornare ogni volta che posso. Il problema è che ogni volta diventa sempre più difficile separarmi da Marito, sebbene parliamo di tempi brevi, ovvio.

E’ quello che è successo anche stavolta: per giorni guardavo i biglietti aerei, qualche prezzo decente (non buono eh…) lo trovavo ma non mi decidevo a fare il biglietto. Da una parte c’era la voglia di tornare ma dall’altra la voglia di non partire. Alla fine stamattina questo benedetto biglietto l’ho fatto e poi sono scoppiata a piangere….si avete capito bene. Ora saranno gli ormoni da gravidanza che non aiutano (ultimamente ho la lacrima troppo facile) ma la verità è che io mi sento spezzata a metà. 

L’idea di lasciare Marito mi uccide, so che non sarà solo, i suoi abitano a soli 5 minuti da qui, quindi pranzo e cena sono assicurati, ha il lavoro…insomma le sue giornate passeranno, ma sono in una fase in cui a me manca anche quando è a lavoro (follia? Forse…). Dall’altra parte però questa cosa mi fa sentire dei forti sensi di colpa nei confronti della mia famiglia d’origine, come se non li amassi abbastanza…cosa non vera ovvio….ma è una sensazione che mi accompagna sempre. 

Di solito poi quando sono lì passa tutto, nel senso che Marito mi manca tantissimo sempre ma convivo con il fatto che sono pochi giorni e poi lo riabbraccio mentre con la mia famiglia ci vediamo solo un tot di volte l’anno.

Il massimo è quando riusciamo a partire insieme con Marito…cosa che sta diventando sempre più complicata a causa del suo lavoro, mentre invece viaggiare da sola mi deprime. Dovrei esserci abituata…ormai sono 11 anni che viaggio e la maggior parte delle volte da sola ma la verità è che non riesco ad abituarmi all’idea.

Poi mi chiedo come farò quando arriverà anche il bambino…ulteriore lacerazione interiore: da una parte la voglia di fargli conoscere anche i parenti italiani ma dall’altra la voglia di non farlo staccare dal suo Papà, il Papà che con me ha sofferto e penato per 4 lunghissimi anni prima di poter coronare il sogno di una vita…..

Se poi penso a chi vive ancora più lontano e a stento riesce a tornare a casa 1 volta l’anno (se va bene) mi sento ancora peggio. Ho una cugina che vive in Florida; fino a qualche anno fa (beh parecchi anni fa ormai) riusciva a venire tutte le estati per un mese con la figlia. Poi la crisi economica, il marito perde il lavoro, la figlia cresce e ha il suo giro di amicizie ed ecco che sono anni che non torna. Vorrebbe tanto, me lo dice sempre ma non è così semplice: parliamo di tante ore e tanti soldi. E allora io sono un’ingrata, io che posso andare un po’ più spesso (mica troppo però eh…i biglietti da e per la Grecia non sono mica gratis!) quando ho l’occasione mi faccio prendere dalle paranoie, ma se non vado poi mi prendono i sensi di colpa…..e la ruota gira…..e io avrò sempre un cuore spezzato in due.

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11 thoughts on “Un cuore diviso in due

  1. E i tuoi vengono mai a trovarti? Magari potrebbero rilassarsi un po’ in Grecia con voi…non so eh. Io da quando vivo qui e mi sono appassionata a Barcellona preferisco che mi si venga a trovare…almeno ci alterniamo!

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  2. Ti capisco e lo sai,anche se io non sono all’estero,ma sono comunque lontana dai miei.
    Non vedo mio padre da Gennaio (Mamma ,come ben sai, è appena stata qui) e la prospettiva è quella di rivederlo a Natale (forse forse riusciamo a strappare 10 giorni a Settembre per andare giù,ma non voglio dirlo troppo forte).
    Fino a Marzo è capitato che io andassi dei miei da sola, quando Fidanzato non poteva venire,ma io mi sentivo sempre un pò in colpa a lasciarlo da solo (e parliamo al massimo di cinque giorni) oltre al fatto che la sua mancanza si faceva sentire parecchio. E’ difficile quando si è lontani dalle persone a cui vuoi bene,molto difficile 😦

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  3. Un pò ti capisco, perché io vivo in un’altra regione, e anche se le distanze sono diverse continuo a sentirmi divisa a metà. ..e ora che c’è Cesare ancora di più, perché già immagino come sarà poi complicato scendere dai miei con lui, soprattutto quando tornerò a lavoro. ..però dobbiamo edera come una ricchezza:i nostri bimbi saranno dei viaggiatori, e avranno tanti postiin cui si sentiranno “a casa”!

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  4. Finalmente riesco ad accedere di nuovo al tuo blog! Non so come mai ma per un po’ di giorni non sono riuscita a visualizzarlo. Posso capire il tuo stato d’animo ma pensa solo al futuro del tuo bimbo e a cosa giusto per lui. Tutto il resto verrà da sé (sperando che questa maledetta crisi riesca a darci più possibilità). Per quanto riguarda la lacrima facile…confermo…sono gli ormoni! Mi commuovo anch’io per qualsiasi cosa! 🙂

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