Parliamone: mamma casalinga vs mamma lavoratrice

Come vi avevo anticipato farò una serie di post dove discuto degli argomenti che maggiormente hanno creato discussioni nelle pagine FB/forum che seguo riguardo la gravidanza e la crescita dei figli, per poter sentire anche il vostro parere.

Recentemente è nata una discussione sull’essere mamma casalinga o lavoratrice…..come sempre due correnti di pensiero opposte che spesso si scontrano e “lottano” per chi è la migliore.

La mamma casalinga sostiene che per lei è più difficile, perché non ha la valvola di sfogo del lavoro, perché fa tanto senza che nessuno la ricompensi, perché è dura badare a casa e figli tutto il giorno.

La mamma lavoratrice, d’altra parte, si sente più brava perché comunque lei i lavori in casa li deve fare comunque, ai figli deve badare e questo solo nel poco tempo che le rimane quando non è a lavoro.

Altri luoghi comuni che mi fanno impazzire:

1) la mamma casalinga non dà un buon esempio al figlio passando le sue giornate a non far nulla. Mia Mamma ha sempre lavorato ma ho amiche con mamme casalinghe e non hanno avuto nessun cattivo esempio!

2) la mamma lavoratrice è troppo impegnata nella carriera e mette i figli in secondo piano. Come detto mia Mamma lavorava e non ci siamo mai sentiti messi in secondo piano.

3) la mamma casalinga è una mantenuta. Questa mi manda in bestia……sarà che io ho la fortuna di avere un Marito che non mi ha mai fatto sentire una mantenuta ma trovo che sia una cattiveria vera e propria.

4) la mamma lavoratrice non ama abbastanza i suoi figli (sempre per il punto 2). Ripeto io ho sempre sentito l’amore di mia Mamma!

Potrei continuare con questi luoghi comuni all’infinito….si perché per me si tratta di questo…luoghi comuni. Come sempre non è possibile generalizzare e non si conoscono i motivi che portano a certe scelte (lavorare o meno).

Io ho lavorato per anni, dopo il trasferimento qui non ho trovato lavoro e la cosa all’inizio mi pesava; poi abbiamo intrapreso il duro percorso della pma e lì non ho più cercato. Ho preferito dedicarmi anima e corpo a questa strada in salita e soprattutto non trovavo giusto cercare un lavoro e magari dopo pochissimo mettermi in maternità. Per altro visto come ho passato i primi mesi  di gravidanza è stato decisamente meglio che fossi a casa:

Da Dicembre lavoro il pomeriggio con Marito ma quando nascerà il Bimbo lascerò per due motivi: 

1) voglio godermelo dopo 4 anni di ricerca

2) non ho nessuna intenzione di farlo crescere da mia suocera.

Ovviamente questa scelta è stata possibile perché economicamente riusciamo a vivere con un solo stipendio. Questa però non è una fortuna che tutti hanno…quindi massimo rispetto per chi è “costretto” a lasciare il bimbo a nido/babysitter/nonni tutto il giorno. Nello stesso tempo però non mi sento una privilegiata e soprattutto no, non sto tutto il giorno spalmata sul divano a guardare la tv…e ancora adesso il bimbo non è nato! Sicuramente mi rendo conto di poter gestire meglio il mio tempo e i lavori in casa rispetto a una mamma lavoratrice ma non mi sento né meglio né peggio di lei…..

Non critico nemmeno chi sceglie di lavorare anche se può permettersi di stare a casa perché vuole realizzarsi nel lavoro..anche lì sono scelte…..non è la scelta che farei io probabilmente ma questo non significa che si tratta di una scelta sbagliata.

E poi in tutto questo c’è il ruolo del marito.

Ho letto di mamme casalinghe i cui mariti le sgridano se tornano a casa e non trovano tutto in ordine e pronto (magari parliamo pure di mamme di 2 o più figli). Premesso che sicuramente se sono casalinga non aspetto Marito per passare l’aspirapolvere, il fatto di essere in casa non presuppone che io riesca a fare tutto tutti i giorni e ci può anche stare che un giorno decido semplicemente di riposare…..senza che il marito rompa le scatole! Poi boh….io sono fortunatissima e Marito mi ha sempre dato una mano nei lavori pesanti e adesso che non posso fare molto fa ancora di più perché capisce le mie esigenze.

E infine le mamme lavoratrici che tornano a casa e devono fare tutto loro….solo loro….. Ora scusate ma se fuori casa si lavora in due perché dentro casa deve lavorare una sola persona? Se entrambi torniamo la sera perché tu marito ti puoi mettere sdraiato sul divano mentre io rassetto, cucino, faccio le lavatrici? Non puoi dare una mano pure tu, visto che non sei l’unico stanco qui dentro?

Queste sono le categorie estreme ovviamente, che ho incontrato nel post da cui ho preso spunto ma penso e mi auguro che in realtà all’interno della coppia ci sia più equilibrio…a prescindere dal lavoro della donna!

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26 thoughts on “Parliamone: mamma casalinga vs mamma lavoratrice

  1. Post interessante! Io sono una pendolare (lavoro a circa 80 Km da casa) quindi sto in giro circa 13 ore al giorno per lavorarne 8. Ora naturalmente sono in maternità ma dopo la nascita del bimbo dovrò capire come organizzarmi al meglio. Nei primi mesi ovviamente starò con lui (non voglio farlo crescere senza di me) ma successivamente dovrò prendere una decisione: lasciare un lavoro “fisso” (che mi da uno stipendio garantito tutti i mesi) e magari ritrovarmi a casa disoccupata, oppure sacrificarmi facendo sempre avanti-indietro con il treno e lasciare mio figlio al nido o all’asilo? …è un bel dilemma e non so come ne uscirò. Tutto perché in Italia non siamo sufficientemente avanti per permettere ad una donna di organizzarsi in maniera autonoma: basterebbe permettere il lavoro da casa o offrire sempre la possibilità di un part-time. Ma purtroppo le aziende fanno solo i loro interessi, mettendo i bastoni tra le ruote alle neo-mamme lavoratrici.

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  2. Io lavoro certo non per fare carriera ahime solo per necessità!!!!!!!!!!!!!!Mi sbatto molto ho tre figli la sera sono distrutta a volte non riesco nemmeno a fare la cucina dopo cena…… la roba da lavare non riesco mai a smaltirla e sono spesso nervosa!!!!!!!a volte mi piacerebbe stare a casa nn certo perchè penso che sia una pacchia anzi (io il sabato e domenica mi distruggo di piu) ma per poter fare con un po piu di calma!!!!!

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  3. tasto molto dolente, questo, per me. sono disoccupata e la vivo molto male anche se per fortuna non a causa di mio marito o della famiglia, nessuno usa l’orribile termine di mantenuta e nessuno mi fa notare cha la casa è meno che impeccabile.Io pure non lo avrei mai detto di un’altra donna, è solo che se potessi scegliere lavorerei. Mia madre lavorava e non ho mai desiderato non lo facesse. In compenso tutte le casalinghe che conosco una volta che i figli son cresciuti si son trovate con dei rimpianti. Questo mi spaventa un po’.

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    1. Arya, secondo me dipende dalla persona. Quando i figli crescono è bene trovarsi degli hobby….altrimenti si impazzisce…io conosco diverse casalinghe frustrate non appena i figli crescono ma altre che invece si godono il “tempo libero” impegnandolo in altro…..

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  4. C’è una cosa che non hai evidenziato nel tuo post. Che si possa scegliere di lavorare perché, semplicemente, si ama il proprio lavoro, e facendolo si é migliori come persone. Probabilmente, nel caso della mia famiglia, potrei scegliere di stare a casa riuscendo comunque ad andate avanti: ma svolgo un lavoro per cui ho studiato (molti) anni, per cui ho lottato e fatto sacrifici, e non certo per il concetto astratto di “carriera”. Ma perché quando lo faccio sono felice, so di farlo bene, so che mia figlia saprà che potrà avere un giorno una famiglia senza togliere alla propria persona la possibilità di fare un lavoro che la completi. Ci sono donne, come mia suocera, che sono estremamente felici nel tenere in ordine la casa. É quello per cui sono portate e che le rende serene: qualsiasi altro lavoro sarebbe un obbligo. Il più delle volte però le donne finiscono per fare le casalinghe per esigenze di famiglia, perché il marito preferisce così, perché i bimbi al nido mai e poi mai, perché anche la mamma é stata casalinga o uno dei primi regali ricevuti é stato il mini folletto…io credo che la loro persona perda moltissimo. Perché chissà quali talenti o attitudini hanno tralasciato, e tralasceranno per sempre (anche quando i figli saranno cresciuti). Tati

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    1. Nel mio post tendevo a sottolineare più che altro come ci si scontri con luoghi comuni a prescindere dalla scelta che sia fa. Ho però anche sottolineato che non critico chi sceglie di lavorare perché vuole farlo anche senza “necessità”, intesa come di natura economica.
      Francamente di donne costrette a casa da uno qualunque dei motivi da te elencati non ne conosco neppure una…anzi mi sembra proprio un concetto troppo antico, anche per il paesello dove vivo…..
      Anche io come te ho studiato tanto (10 anni tra laurea e specializzazione), non ho trovato lavoro e ho cercato di viverla serenamente comunque. Credo sia importante trasmettere ai figli l’importanza di essere serene qualunque cosa si faccia…… 🙂

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      1. Bisognerebbe che facessero un’indagine: quante donne che scelgono di non lavorare avevano madri casalinghe o non soddisfatte del loro lavoro? Ripeto: credo che il più delle volte una persona (donna e uomo senza distinzioni) non possa realizzarsi pienamente solo dentro le mura di casa, e che i rimpianti con il tempo finiscano per esserci (di solito quando i figli crescono). Mi dispiace per la tua situazione, spero che un giorno tu possa tornare a fare quello per cui hai studiato tanto e che, evidentemente, ti piaceva. Tati

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      2. Ovviamente sono punti di vista che rispetto ma non sono d’accordo…..la realizzazione non deve essere solo nel lavoro…si può essere realizzate anche in altro. Ripeto che conosco tante casalinghe non frustrate.
        Per la mia situazione, io ormai sono tranquilla così, lavoro con mio marito, mi godrò il bimbo e poi potrò tornare a dare una mano allo studio….non vivo di rimpianti…. 🙂 Tornare a fare il lavoro che facevo prima è impossibile perché non era compatibile con la mia idea di famiglia visto che non avevo orari né giorni festivi….nel vero senso della parola…passavo tutta la giornata, tutte le giornate fuori casa quindi va bene così come sto adesso. 🙂 E mia mamma era super soddisfatta del suo lavoro…quindi…..

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      3. Come hai detto tu: punti di vista. Non riesco a capire come si possa studiare 10 anni, utilizzando, suppongo, moltissime risorse, per poi scrollare le spalle e dire “naa, che importa. Mi godo casa e famiglia”. Per la realizzazione: ovviamente non è solo il lavoro. Ma allo stesso modo non può essere solo la casa. Una donna (come un uomo, né più né meno) non si esaurisce nel ruolo di mamma e moglie, anche se per un po’ può crederlo, quando i figli sono piccoli. Mi chiedo perché per gli uomini un simile concetto (occuparsi solo della casa, senza aver mai nessun lavoro -e bada bene sto parlando di un periodo indefinito, non del congedo di paternità che dovrebbe essere più sfruttato) sia impensabile: forse hanno ricevuto per tutta la vita input diversi? Non importa come cambia la società: basta vedere la pubblicità e il reparto giochi di un qualsiasi negozio per capire che non siamo (ancora) dalla parte delle bambine. Ma qui si entra in un discorso ancor più complesso. Io non direi mai a mia figlia: “tesoro, puoi studiare ma anche no, perché se incontri l’uomo che ami e se sarai fortunata potrai tranquillamente occuparti della casa e dei bambini. Non è meraviglioso? Sono certa che sarai molto portata, e tutte le tue ambizioni e il tuo talento potrai esprimerli nel guardare i bambini, quando saranno piccoli, o nel tenere la casa perfettamente in ordine e pulita”. Magari lo dirai anche a tuo figlio, tra una decina d’anni?
        Tati

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      4. Tati…ovvio che non dirò a mio figlio una frase del genere…..ma perché lo lascerò assolutamente libero di decidere e scegliere cosa vuole fare…..senza che sia io a dirgli “devi studiare” o “devi stare a casa”…
        Io dopo 10 anni di studio sto lavorando grazie a mio marito ma sono stata a casa e si, non mi sento frustrata…..anche perché mi piace avere diversi hobby…ovvio che una che si concentra solo su casa e famiglia può avere meno input ma grazie al Cielo si possono fare 1000 altre cose nel frattempo. E francamente trovo piuttosto offensivo che tu consideri le casalinghe persone che non fanno altro che guardare i figli e pulire casa….cosa che potrebbe ferire per altro chi a casa c’è non per scelta personale ma per mancanza di lavoro oppure per altri motivi personali.
        Onestamente mi pare che cadi anche tu in una serie di luoghi comuni….senza polemica eh….ma pensare che una casalinga stia tutto il giorno solo a pulire e cucinare è un luogo comune!
        Per non parlare del fatto che conosco moltissime mamme che pur amando il loro lavoro se potessero lo baratterebbero volentieri con il passare maggior tempo con i figli….quindi come vedi non tutte le lavoratrici sono realizzate….

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      5. E’ chiaro che mi riferisco a chi a casa rimane per scelta. Non alle persone disoccupate, ci mancherebbe.
        Le casalinghe non passano tutto il giorno a pulire casa e guardare i bambini, hanno anche hobby naturalmente, ma questo è ben diverso dall’avere un lavoro. Anch’io coltivo hobby, lavorando.
        L’Italia è uno dei paesi europei con il più basso tasso di disoccupazione femminile, dovremmo essere orgogliosi di questo? A scuola le indagini statistiche dimostrano che le femmine hanno voti migliori, sono più ambiziose e produttive, eppure poi non lavorano tanto quanto i compagni maschi. Perché? Dire apertamente che no, stare a casa non è la stessa cosa che avere un impiego vuol dire cadere in facili luoghi comuni? Eppure convincere le donne che potevano uscire ed esprimersi nel lavoro, diventando economicamente indipendenti, è stata una delle grandi conquiste del XX secolo, mi fa ridere che ora dicendo ad alta voce che potendo scegliere per una donna sia meglio lavorare si venga tacciati di essere limitati e offensivi. Vogliamo tornare indietro invece di andare avanti, sul serio?
        Ci sono molti libri e ricerche sociologiche sull’argomento, alcuni molto interessanti, tra cui consiglio:
        – Donne al lavoro, di Maria Letizia Pruna
        – L’ altra metà della scuola. Educazione e lavoro delle donne tra Otto e Novecento, di Carla Ghizzoni, Simonetta Polenghi
        – Le mamme ce la fanno, di Elisabetta Gualmini
        – Strategie della libertà. Storie e teorie del lavoro femminile, di Cristina Borderiàs

        Tu avrai un maschio, quindi è altamente probabile che verrà invitato, per tutta l’infanzia, e poi nella vita adulta, a pensare a cosa vorrà fare da grande, intendendo quale lavoro potrà soddisfarlo maggiormente e nel quale potrà essere eccellente. Se avessi avuto una figlia femmina forse non sarebbe stata altrettanto fortunata. Puoi credere che vada bene così: senza avere alcuna informazione né nozione storica, ma solo perché “conosco moltissime mamme che pur amando il loro lavoro se potessero lo baratterebbero volentieri con il passare maggior tempo con i figli” (e quando i figli vanno a scuola? E quando se ne vanno di casa?). Chiudo qui la discussione, ribadendo che ti auguro comunque di poter un giorno conciliare la famiglia con il lavoro che avevi scelto e per cui ti eri impegnata per anni.
        Tati

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      6. Senti Tati……qui nessuno dice che bisogna spingere la donna a stare a casa come si faceva un tempo…..qui si dice solo che la donna deve essere libera di scegliere senza per questo essere considerata una nullità! Anche io ho chiaramente detto che stare a casa e lavorare non è la stessa cosa e che ammiro chi riesce a gestire tutto…..ma non giudico chi decide di fare la casalinga. Che sia meglio lavorare è un pensiero tuo…la conquista è che una donna possa scegliere cosa è meglio per lei!
        No mio figlio anche se maschio non verrà indirizzato da nessuna parte che non sia quella che vuole lui e lo stesso avrei fatto (o chissà magari farò) con una figlia femmina…mi chiedo se tua figlia un giorno ti dicesse che vuole fare la casalinga tu come la prenderesti francamente….
        E mi dispiace ma nozioni storiche e informazione ne ho a mille a disposizione ma ti riporto esperienze a me vicine che sono quelle che vedo con i miei occhi come esempio pratico.
        Mi sento offesa nella mia intelligenza e nella mia conoscenza con quanto dici….non mi conosci e non sai né come crescerò i miei figli né tantomeno il mio grado di cultura in merito…
        Quando i figli vanno a scuola si avrà tempo per altro e lo stesso quando andranno via di casa…..altrimenti i poveri pensionati dovrebbero suicidarsi scusa eh…i figli sono andati via….il lavoro non c’è più….per fortuna la gente trova alternative per riempire le proprie giornate!
        Il lavoro che facevo come ti ho detto non è conciliabile con la mia idea di famiglia…perché per me stare fuori casa MINIMO 10 ore e anche nei festivi non è conciliabile con la mia idea di famiglia.
        Detto questo speravo non si cadesse in facili polemiche ma si riuscisse a discutere in maniera diversa…

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  5. Io vorrei tantissimo poter stare a casa, non per riposarmi ma perchè ho un lavoro molto stressante e mi rendo conto che, una volta a casa, riservo ai miei affetti la parte peggiore di me. Spero di riuscirci prima o poi ma per ora, purtroppo, non se ne parla…

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  6. Anche io faccio un lavoro che mi fa sentire bene e che mi completa e non riuscirei a immaginarmi senza questo lavoro,anche se è stressante, se si lavora h24 365 giorni l’anno e via dicendo.
    So che se stessi a casa sarei frustrata e quindi va bene così,anche se un domani, se facessimo un figlio, uno di noi due dovrà scegliere di cambiare reparto e smettere di fare i turni (li facciamo entrambi),ma non è detto che sia a farlo,anzi…

    Per quanto riguarda l’eterna lotta tra mamme casalinghe e mamme lavoratrici,ho sempre trovato molto inopportuni alcuni commenti tipo “i figli di mamme lavoratrici soffrono” (mia mamma lavorava e non mi è mai mancato nulla a livello affettivo,oltre al fatto che era ed è una mamma molto presente) o le casalinghe sono più stanche di chi lavora xchè fuori ti svaghi (letto davvero,lo giuro). Sarà che le persone che conosco non vanno a lavoro per svagarsi,ma appunto per lavorare,ma non è esattamente così!

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    1. Gilda siamo d’accordissimo, infatti alcuni di questi commenti li ho citati anche io come quelli “contro” le mamme casalinghe che evidentemente devono vergognarsi di aver scelto questa strada……cosa sulla quale stenderei un velo pietoso. Capisco il tuo punto di vista sul lavoro ma rispetto anche qui fa una scelta opposta alla tua se è quella che la fa stare bene… 🙂

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  7. Vorrei poter scegliere, ma dato che solo con lo stipendio di mio marito (che lavora part time) non ce la facciamo, quando Cesare farà nove mesi dovrò tornare a lavoro. Non so se sarò una madre lavoratrice stressata oppure tutto sommato soddisfatta…in un mondo ideale vorrei potermi godere la crescita del mio bambino più a lungo possibile e poi magari, una volta cresciuto, potermi cercare con calma un altro lavoro..oppure lavorare part time…ma in un mondo ideale, ripeto. Per come stanno le cose, devo solo ringraziare di avere il mio lavoro!!!

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  8. Io penso che la vita nel suo scorrere porti quasi inevitabilmente chiunque a modificare l’idea che ci si é fatti di sé, di ciò che si é e di ciò che si vuole fare o diventare.
    Io ho studiato ciò che mi piaceva, ho lavorato e sto lavorando in settori coerenti con la mia laurea, ma ora che sono in attesa della mia Fivet non posso fare a meno di chiedermi cosa accadrà poi e come mi sentirò.
    Credo che sia normale: le persone si trovano spesso alle prese con fasi che richiedono di spostare l’attenzione su “altro” per poi tornare indietro o deviare definitivamente verso altro ancora.
    Quando sarò mamma quindi, non mi precluderò la possibilità di sentire e conseguentemente vivere il bisogno di passare più tempo a casa con mio figlio. Questo non mette a repentaglio anni ed anni di lotte per l’emancipazione femminile, né sminuisce in alcun modo le mie scelte di studio e professionali. Voglio credere che le donne sappiano vivere serenamente questi momenti accettando ed assecondando un (più o meno lungo, più o meno radicale) periodo di cambiamento per poi uscirne ancora più complete.

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    1. E’ esattamente quello che intendo e penso io Clara….non c’è nulla di male a modificare le proprie prospettive e sicuramente non è questo che mette a repentaglio l’emancipazione femminile…anzi…il fatto che la donna possa scegliere la strada da seguire è proprio un vantaggio….

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  9. la penso esattamente come te, è un argomento su cui ho scritto diverse volte e che “sento” molto. Ho provato entrambe le situazioni (ho lavorato fino a che il mio primo figlio ha avuto 2 anni) e ora sono “a casa” con altri due bimbi. Personalmente penso che il mio “ideale” sarebbe un part time, ma purtroppo è quasi impossibile. Ho risolto cercando di fare la freelance. Con grande fatica pian piano sto costruendo un lavoretto che mi permetta di arrotondare, togliermi i miei sfizi senza gravare sul bilancio familiare e fare anche quello che mi piace. Insomma, io credo che ognuna di noi debba trovare la propria dimensione, lontana dai cliché per cui donna casalinga (sfigata frustrata) o donna in carriera (era meglio che non figliasse). Purtroppo l’Italia non è un Paese per mamme, ma noi abbiamo una grande forza, possiamo dare la vita, figuriamoci il resto…! Se vuoi leggere qui il mio contributo più recente all’argomento 😉
    http://theswingingmom.com/ode-alle-mamme-casalinghe-2-0/

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