La mia compagna di stanza

A grande richiesta oggi vi racconto della mia “fantastica” compagna di stanza in clinica.

Ammetto che dall’inizio avrei preferito essere sola, ma prendere la singola significava un costo davvero troppo elevato, per cui abbiamo optato per la doppia. Arrivata in camera ero da sola e la mia compagna è arrivata verso le 19 dopo un travaglio lunghissimo finito in cesareo.
All’inizio devo dire che tutto sommato mi ha fatto piacere la sua compagnia, dopo che la mia famiglia è andata via. Abbiamo parlato e ci siamo raccontate i parti e le paure da vita da mamma.

Piano piano però ha cominciato a prendere confidenza e da lì è stata “la fine”.
Nei miei confronti non aveva il minimo rispetto; Lei si imbottiva di antidolorifici che io cercavo di evitare se non strettamente necessari (non sono un’amante dei farmaci), così Lei stava bene e mentre io cercavo di riposare, Lei cominciava a parlare (o meglio urlare) al telefono o con il Marito che di solito si tratteneva più del mio visto che loro abitavano a due passi dalla clinica.
Nel momento in cui vedeva che abbandonavo l’idea di riposare, ecco che usciva a fare una passeggiata nel corridoio e comunque smetteva di parlare. La prima volta pensai a una coincidenza ma poi questo si verificava sempre. La prima mattina poi, alle 6 entrarono le ostetriche per misurarci i parametri; io avrei volentieri dormito dopo un altro po’ ma Lei, senza chiedermi se ero d’accordo, ha acceso tutte le luci e deciso che dovevamo stare sveglie. Come al solito l’errore principale è il mio che per troppa buona educazione non mi sono mai lamentata.

Quando poi ho cominciato ad avviare bene l’allattamento lei era lì a guardarmi e commentare qualunque cosa facevo…se il bimbo si attaccava, se succhiava, se stava troppo o troppo poco …..insomma uno stress infinito!

Ma questo suo carattere particolare non era solo nei miei confronti ma anche con il personale della clinica. Chiamava le ostetriche ogni mezz’ora richiedendo l’antidolorifico, che doveva essere quello che diceva Lei e poco importava se le ostetriche sconsigliavano quel particolare farmaco incompatibile con l’allattamento perché Lei doveva averlo altrimenti avrebbe chiamato il suo Gine (ovviamente Loro alla fine non glielo davano!)

Un giorno, poi, avevamo i bimbi in stanza per allattarli, il mio stava attaccato già da un po’ mentre il suo si era staccato; a un certo punto il suo piange (immagino perché avesse fame) e Lei chiama subito le ostetriche e dice che possono portarsi il bimbo. A quel punto visto che anche Miracolino aveva mangiato parecchio lo faccio riportare al nido per riposare. A quel punto Lei si scatena: arrivano sua mamma e sua sorella (fuori orario visita…non chiedetemi come hanno fatto visto che in clinica erano molto fiscali); Lei si è fatta lo shampoo e poi nella stanza praticamente accanto a me ha acceso il phon per asciugarsi i capelli mentre la sorella si faceva le foto panoramiche seduta sulla finestra della camera….io ero allibita e ovviamente non ho potuto riposare.A quel punto prendo il cellulare per collegarmi, loro raccolgono tutto ed escono tutte e 3 per andare al bar a prendere un caffè……in quel momento le avrei volute uccidere! Ho telefonato a Marito (che era andato via un’oretta per permettermi di dormire) e l’ho fatto tornare per sfogarmi!

Fortunatamente Lei è uscita un giorno prima rispetto a me e quindi, almeno l’ultima sera, sono stata in pace! 
Da questa esperienza ho imparato che la prossima volta (se Dio vorrà regalarci Bissino al momento opportuno) me ne frego del risparmio e mi prendo la stanza singola!

 

 

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12 thoughts on “La mia compagna di stanza

  1. Posso chiederti perché non hai scelto una struttura che prevedesse il rooming in? Mi sembra più importante che avere la stanza singola…sarò io, o il fatto che da me sia la norma ormai, ma mi sembra assurdo avere ancora il nido e l’allattamento ad orario dai primissimi giorni. Il tuo bimbo ha conosciuto solo te, il tuo corpo, il calore del tuo utero per nove mesi, dove non ha mai conosciuto la fame, il freddo o la paura. E ora stabilisci che possa stare lontano da te, in una culla, dove altri scelgono per lui se debba mangiare o dormire (e non di rado somministrano ciucci e soluzioni glucosate). So che all’apparenza é meglio, così tu puoi riposare, ma a casa non ci sarà il nido, inoltre non credo che tu possa riposare bene sapendo che il tuo bimbo non é con te…io almeno non ci sarei riuscita. Avevo visto che avevi letto un libro sull’allattamento, eppure ora vedo che hai fatto una separazione precoce e lo lasci al nido, non é il modo migliore per avviare al meglio l’allattamento, che deve essere almeno all’inizio a richiesta…altrimenti la strada sicura é il la. So di essere dura, ma mi dispiace che anche se ormai tutte le strutture più importanti (a cominciare dall’oms) rilasciano consigli chiari le madri continuino a rinunciarci, perpetuando gli errori degli ultimi 30 anni. E mi dispiace per i bambini, lasciati al nido perché “così io mi riposo” o “così si abitua”. Hai letto “besame mucho” di Carlos Gonzalez? Poi vabbè, sarò io che ho un’idea diversa di maternità, ma visto che é stato un bimbo tanto atteso….

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    1. Scusa Tati, ma mi sembra una polemica sterile.Non sapevo facessero il rooming in e se devo essere sincera io i primi giorni sono stata malissimo per i dolori e non credo che sarei riuscita a seguire mio figlio come meritava visto che avevo io per prima bisogno di assistenza! Mai detto che lui così si abituava al nido ma io stavo fisicamente malissimo e infatti nel momento in cui mi sono sentita meglio ho richiesto l’allattamento a richiesta. Per altro non ho avuto eccessivi problemi se non i primissimi giorni per via dell’ingorgo che mi costringeva a tirare il latte in più. E un’ultima cosa: non sai che idea ho io di maternità da giudicarmi soprattutto in relazione alla tanto attesa gravidanza! Francamente i consigli sono accetti, ma da quando ho pubblicato del parto non fai che attaccarmi su scelte che ho fatto cosciente dei pro e contro e non di certo perché sono una mamma degenere….
      E per la cronaca…sto allattando esclusivamente al seno con successo a prescindere da tutto!

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  2. Ciao cara, direi che il blog ti sta già servendo da palestra per allenarti a quello che poi troverai fuori casa appena comincerai ad uscire col bimbo… (Tra tante altre cose belle, per fortuna) E cioè le mamme con la patente da mamma che vogliono ritirarti i punti della tua se non fai le cose esattamente come loro le vedono! 😉 che poi la cosa che mi fa sorridere di quello che scrive Tati è che anch’io ho letto Gonzalez (ho la madre spagnola e tante amiche là) ma va letto, come tutto, con un occhio critico. Perché io di mamme esaurite con i bimbi di due o tre anni che non riescono a svezzare definitivamente o che vorrebbero già che la notte dormissero nei loro lettini e non ci riescono ne conosco e più di una! Ed i loro bimbi non è che godono di tutto questo equilibrio! Quindi stiamo calmi e teniamoci le sentenze assolutiste per noi perché ogni mamma fa come vuole e come può, e senza troppi drammatismi che io sono nata negli Ottanta, allatata per pochi mesi al seno, mandata al nido quando ero molto piccola, mai dormito con i miei e nonostante tutto ho un legame straordinario con mia mamma! Scusa lo sfogo ma veramente…
    Detto ciò, sono contenta che tu stia riuscendo ad allattare il piccolo esclusivamente col tuo latte. L’allattamento se va bene (a volte dovrai metterci del tuo, però vale la pena) è bellissimo oltre che sano per lui, e per te. Avanti tutta! Claudia

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    1. Grazie Claudia!!! Già mi devo sopportare la suocera con i suoi consigli non richiesti….comunque io non ho letto il libro in questione ma se anche l’avessi fatto sarebbe stato solo per avere qualche spunto non di certo per seguire pedissequamente ciò che diceva..cosa che faccio e ho fatto con tutti i libri letti…

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  3. Tra l’altro, non vorrei sembrare scortese nei confronti della tanto cara Tati, ma non sono tutte le strutture dove è previsto il rooming in e magari, chi lo sa, in quella struttura non era nemmeno possibile farlo.
    Ogni mamma sceglie insindacabilmente per il proprio bambino, insieme al papà. Tutti gli altri pareri hanno la stessa importanza della carta igienica dentro il water.

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    1. Da noi come detto si poteva scegliere, io non lo sapevo, se l’avessi saputo forse l’avrei scelto…e sarebbe stato un grosso problema per i primi giorni perché come detto non potevo muovermi e avevo io stessa bisogno di assistenza….che aiuto avrei potuto dare a mio figlio?

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  4. Come ho detto ciascuno affronta la maternità come meglio crede. Per me stare accanto al proprio bimbo appena nato é fondamentale, e anch’io la prima volta feci un cesareo, ma questo non mi ha impedito di occuparmi del piccolo senza portarlo via da me. Trovo assurdo non informarsi nemmeno sulla struttura dove si é scelto di partorire, tanto più se la scelta é quella dell’allattamento esclusivo. Questo non vuol dire seguire pedissequamente un autore o un libro: é vero che io ho scelto una maternità ad alto contatto, ma l’ho fatto seguendo il mio istinto, non certo perché l’ho letto da qualche parte. Non ho nulla in contrario a chi fa una scelta diversa, purché sia ponderata: non prendersi nemmeno la briga di informarsi secondo me é sbagliato. Poi diventeromamma é libera di lasciare il bambino nella culla tutto il giorno, allattarlo ad orari, dargli il ciuccio o qualsiasi cosa creda, io ho solo sottolineato che non mi sembrano cose in linea con il rispetto del bambino che pareva voler seguire, a giudicare dai vecchi post. Ripeto: il bimbo é suo. Mi fa stare male leggere di bambini lasciati al nido appena usciti dal ventre materno, ma non sono io la madre e se sta bene a lei pace. Poiché non condivido mi limiterò a non leggere oltre. Buon proseguimento.

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    1. Scusa Tati ma dove hai letto esattamente che lascio il bimbo nella culla, lo allatto a orari o gli do il ciuccio??? Ti prego di non travisare come al solito le cose, perché non è la prima volta che ti permetti di farlo! Sul mio blog i commenti non sono nemmeno moderati e non richiedono approvazione perché credo nella libertà di esprimersi come meglio si vuole ma non criticando qualcosa che non si sa! Io allatto esclusivamente al seno, non do ciuccio, il bambino ogni volta che lo richiede è a stretto contatto con me….ma se anche non facessi tutto ciò onestamente non sarei meno mamma di te né meno brava di te! Non mi sono informata sul rooming in è vero, ma non avrei scelto una clinica diversa visto che il mio gine di cui mi fido si appoggiava solo l^ quindi avrei comunque seguito lui. Sul non informarmi potrei anche aver fatto male ma non tutte nascono che già sanno cosa fare..evidentemente al contrario di te…mi dispiace questa polemica ma davvero non ne posso più del tuo continuo criticare e se per te non c’è altro modo di comunicare beh a questo punto se non leggi oltre non mi dispiace….

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  5. innanzitutto congratulazioni! Poi se non ti spiace ti racconto la mia esperienza. In Svezia il rooming in è obbligatorio. Le camere sono però tutte singole e il marito dorme in camera con te, per cui so di ragazze dai parti difficili che sono state tenute magari in chirurgia mentre il papà dormiva col bimbo nella camera. Però anche nel mio caso io penso che se’avessero portato mia figlia al nido non solo ne avremmo guadagnato tutti (non ho dormito per 5 giorni filati, ho avuto la bimba letteralmente attaccata al seno per 72 ore filate, ricavandone solo ferite, e lo stesso il latte non è venuto) ma avremmo paradossalmente avuto più chances di avviare l’allattamento. Invece mi hanno portato solo alla disperazione e ci ho rinunciato. Non è facile tollerare per così tanti giorni la vista di vostra figlia che muore di fame e vomita sangue (il vostro) visto che è l’unica cosa che riceve. Roaming e allattamento a richiesta sono cose molto giuste e utili, ma ci vuole anche un po’ di flessibilità e capire che non tutti i casi sono uguali.

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    1. Appunto! Che poi se ci fosse stato Marito con me anche la notte magari l’avrei pure presa in considerazione (una volta saputo) ma sinceramente per come stavo andata meglio così….. Mi dispiace per la tua esperienza non positiva ma che serva a far capire che non sempre certe cose sono positive!

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