Io e l’allattamento

Lo sapete, per me è sempre stato importante l’allattamento al seno. Non ho mai criticato aspramente chi decide di non farlo (a meno di motivazioni che hanno davvero dell’orrido!!) perché ritengo che la serenità di mamma e figlio venga prima di tutto e spesso questo momento non è sereno.

Per qualcuna il momento dell’allattamento è  “magico”, per qualcun’altra invece una necessità per il bimbo ma vissuta dalla madre con ben poca magia. Io mi schiero un po’ al centro….non fraintendetemi, adoro allattare mio figlio e quando finalmente smette di scalpitare e trova il seno lo guardo con occhi adoranti. Ma diciamoci la verità, l’allattamento è anche altro!

I primi giorni l’ingorgo mammario avuto non ha reso strepitoso questo momento: prima di allattare mi facevano mettere in clinica dei pannolini tiepidi/caldi sul seno in modo da “sciogliere” il latte, quindi il bambino poppava e infine dovevo pure tirare il latte con il tiralatte, che vi giuro è un’esperienza terribile! Tra il dolore della ferita per il cesareo e il dolore per l’ingorgo vi posso dire che è stata molto dura e solo perché veramente convinta e sicura di voler allattare non ho mollato il colpo!

Il tutto fortunatamente è durato solo 3 giorni, dopo i quali siamo entrati in pieno ritmo. Miracolino si attaccava benissimo e succhiava alla grande per cui siamo arrivati a un punto di equilibrio.
Anche a casa le cose sono andate bene, senza l’aiuto delle ostetriche e alla faccia delle continue frecciate della Suocera sul latte insufficiente e la necessità di aggiunta. Ovviamente però non è sempre rose e fiori.
Il latte materno è più facilmente digeribile quindi sarà il Bambino a dettar legge su quando mangiare. Con l’artificiale è più facile (da quello che so, ma smentitemi se sbaglio) seguire una cadenza di circa 3 ore, con il latte materno non sempre è possibile anche perché non sai esattamente quanto latte beve ad ogni poppata, soprattutto se come me si è contrarie alla doppia pesata!

Ci sono poi i dolori al seno: mi era venuto il dubbio che fossero legati a un attacco sbagliato da parte di Miracolino ma confrontandomi con altre mamme ho visto come anche a loro i capezzoli facevano male pure in assenza di ragadi  o altri problemi. Soprattutto i primi 30 secondi per me sono terribili, stringo forte i denti ma il dolore c’è..

Durata di ogni poppata: anche questa estremamente variabile. Andiamo da poppate di 10 minuti (che so già richiederanno la successiva dopo meno di 1 ora) a poppate di 30 minuti. Quelle lunghe mi garantiscono più ore tra l’una e l’altra ma sopratutto se capitano di notte vi assicuro che è difficile tenere l’occhio aperto….e infatti mi capita di addormentarmi con lui attaccato al seno ma sempre in una posizione sicura che non mi cada….non preoccupatevi!

Intercambiabilità inesistente: ovviamente se date il latte artificiale il momento della poppata può essere svolto anche dal Marito o da una Nonna, il che vi permetterebbe di riposare un pochino magari, mentre per ovvi motivi con l’allattamento al seno sarete voi e solo voi a dovervi occupare del neonato in questa fase, a meno di tirarvi il latte e darlo con il biberon (cosa che nella mia ignoranza sconsiglio comunque perché poi il bambino non credo si attaccherà più facilmente al seno)

Dopo questo elenco di cose negative, vi chiederete perché allattare allora…..beh, io non cambierei quel momento per nulla al mondo. Al di là degli indubbi vantaggi a livello di salute sul bambino , ormai scientificamente provati, vi assicuro che anche per l’umore della mamma è un toccasana. Vederlo che mangia con gusto e a volte con una foga che fa paura, assistere alla sua crescita che sapete dipende direttamente e unicamente dal vostro latte, vedere la sua manina piccola e cicciotta poggiata sul seno e ammirare l’aspetto beato alla fine della “faticaccia”, vi assicuro che non ha prezzo!

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6 thoughts on “Io e l’allattamento

  1. Tutto quello che racconti l’ho vissuto anch’io..l’ingorgo all’inizio, il dolore a ogni attacco, le poppate infinite, la simbiosi continua tra me e il bimbo..ma come dici tu tutte queste fatiche sono ampiamente ripagate!!!! IO per riposare di più la notte allatto a letto, sdraiata con lui accanto a me, così per tutta la notte lui ha la tetta self-service e io dormo tranquilla, tranne qualche breve interruzione per cambiare lato o perchè lui perde la presa! Con questo sistema non abbiamo mai fatto nottate in bianco, almeno per ora, e siamo tutti felici!!! 🙂

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      1. Questa è una cosa molto soggettiva….io l’ho fatto dalla prima notte in ospedale, e vedendo che non succedeva nulla di male ho continuato. Ho letto anche tante cose sul cosleeping molto interessanti, che mi hanno ancora più convinta che era la cosa giusta per noi. Però per noi, ripeto, è tutto molto soggettivo!

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  2. Ciao! La mia esperienza con l’allattamento al seno assomiglia abbastanza alla tua. Ero convinta di fare tutto il possibile perché andasse bene, l’ho fatto ed è andata bene! Io non ho avuto l’ingorgo ma per tutto il primo mese avevo i seni doloranti ogni volta che il bimbo si attaccava. Mi sono però risparmiata le ragadi grazie ad un prezioso consiglio di una dottoressa dell’ospedale dove ho partorito: e cioè usare l’olio Vea e le conchiglie raccogli-latte, in modo che i cappezzoli fossero sempre “ventilati”. Probabilmente avrai già le tue tecniche, ma se ti può servire per me sono stati un toccasana. Per quanto riguarda al letto, concordo con Ellie nel fatto che è molto soggettivo. Il nostro piccolo ha sempre dormito nel suo lettino (i primi due mesi abbiamo messo un cestino dentro del lettino in modo da farlo sentire più protetto) e ci siamo trovati bene così, per me non è mai stata una grossa fatica alzarmi ed invece con lui nel letto non avrei dormito bene (l’ho fatto una volta a casa di amici e non ho quasi dormito!!). Buon proseguimento, allora! Ah! Dimenticavo. Se ad un certo punto vorrai usare il ciuccio, ti consiglio di aspettare almeno un mese a darglielo, in modo che l’allattamento sia completamente avviato ed il bambino sappia distinguere fra le due cose (e ti assicuro che ci riesce). Ciao!

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