Il “lato oscuro” della maternità

Ci sono certi argomenti che sono quasi “scottanti” e sui quali rifletto parecchio prima di scrivere, perché non amo alimentare eventuali polemiche; ma sono argomenti che mi stanno a cuore e dato che sono contro la censura cerco di affrontarli nella speranza di non offendere nessuno.
Chi mi segue da molto sa che non sono una che si lamenta facilmente: pur non avendo avuto una gravidanza idilliaca tra nausee durate 5 mesi e rischio di parto pre-termine con conseguente messa a letto per un mese, ho sempre cercato di vedere il lato positivo (l’avercela fatta) pensando a quante ancora non riescono a coronare il loro sogno e a quante passano gravidanze peggiori della mia.
Anche oggi non voglio lamentarmi della mia vita di Mamma che ho tantissimo desiderato ma voglio parlarvi dei momenti più difficili di tale ruolo! Infatti essere Mamma non è sempre e solo rose e fiori, ma ci sono delle ovvie difficoltà che, soprattutto quando si è al primo figlio, diventano ancora più complicate.

L’ho detto parecchie volte, Miracolino è un bambino abbastanza tranquillo che piange poco e ormai si è anche assestato bene di notte, quando tira fino a 4 ore di sonno, il che mi fa ritenere una donna fortunata; ci sono però momenti no anche per Lui, com’è normale che sia, dato che comunque è un neonato e non un bambolotto.
Adesso sono anche cominciate le colichette con tutti i problemi connessi….

Ci sono giornate in cui non smette di lamentarsi e piange; sono le giornate più difficili perché non riesce a consolarsi in alcuno modo se non attaccato al seno. Ora, per carità, allattare mio Figlio è la mia priorità e anche se stancante lo faccio di cuore, ma vi posso assicurare che doverlo tenere al seno per ore non è facilissimo. Una giornata così è successa giusto ieri: piangeva e non voleva altro che il seno, lo attaccavo, ciucciava giusto un paio di minuti (tranne quando voleva mangiare davvero) quindi si addormentava, con delicatezza lo poggiavo nel lettino ma dopo 2 minuti esatti di orologio cominciava a muoversi e poi scattava il pianto. Ho ripetuto la stessa scena non so quante volte finché mi sono rassegnata all’idea di tenerlo in braccio dopo che si addormentava e a fare tutto con una mano sola. Perché io qui non ho aiuti dato che Marito non c’è tutto il giorno e anche se metto ormai la casa in secondo piano (e si vede) ci sono cose basilare che devo fare..come cucinare…dovremmo pure mangiare qualcosa.

Le giornate di pianto continuo sono davvero devastanti, sia a livello fisico che a livello psicologico e non nego né mi vergogno nel dire che a volte mi innervosisco perché non riesco a calmarlo in alcun modo (pentendomene dopo 2 secondi perché è un neonato e un figlio tanto voluto e mi sembra ingiusto avere certi atteggiamenti) e a volte piango insieme a lui perché non riesco a capire come posso aiutarlo. In giornate così non posso nemmeno bere un bicchiere di acqua né tantomeno andare in bagno anche solo a fare la pipì.
Qualcuno potrebbe dire “hai voluto la bici, ora pedala” e io pedalo con gioia e non tornerei mai indietro ai momenti senza di Lui! Quello che però voglio sottolineare è che succede, succede che una mamma si senta inadeguata, succede che ci si senta nervosa e che magari si sgridi  quell’esserino indifeso che di certo non si diverte a sua volta a stare così…e se succede non sentitevi in colpa, ma parlatene!
La chiave per superare qualche difficoltà è proprio questa: parlare! Fatelo con il Marito prima di tutto, con la Mamma o la Suocera (se avete un buon rapporto), con un’amica fidata (e mi raccomando sceglietela bene perché deve aiutarvi e non buttarvi ancora più giù) perché il passo verso la depressione è breve!
Prima di diventare mamma ritenevo assurdo che qualcuna potesse soffrire di depressione post-partum; mi chiedevo come con una tale gioia in casa si potesse star male, ma come sempre mai parlare troppo. Attenzione! Non sto dicendo di soffrire di depressione, ma che comunque i momenti bui ci sono per tutte e che per qualcuna possono sfociare in questo male oscuro!
E allora non sottovalutate eventuali segnali e non sentitevi in colpa se qualche volta “crollate” ma chiedete aiuto!

Spero di essere stata d’aiuto a qualcuna e a farla sentire meno sola e meno inadeguata in questo difficile ruolo che rivestiamo!

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8 thoughts on “Il “lato oscuro” della maternità

  1. Penso che chi come te ha voluto tanto intensamente un figlio da non potersi immaginare la depressione post-partum sia persino più esposta in questo senso, perché appunto si sente più in colpa ad ammettere di aver bisogno di sostegno. Credo che una visione idilliaca della maternità possa innalzare aspettative enormi su noi stesse, difficili poi da coniugare con la realtà, fatta di momenti decisamente poco poetici. Coraggio cara, è solo una fase.
    (a me aiutavano i massaggi neonatali contro le coliche, ci sono molti video su youtube, ma magari già lo sai)

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  2. Ciao cara, guarda, se vai a rileggere i miei vecchi post sull’allattamento ho scritto praticamente le stesse cose. Tranquilla, è così per tutte, sia per chi ha tanto desiderato un figlio, sia per coloro a cui è “capitato”. Diciamo però che, secondo me, chi l’ha cercato tanto come noi affronta tutto con uno spirito diverso, non so come dire…
    Pure Roberto stava attaccato al seno anche per ore (senza ciucciare, solo come coccola) ma, col senno di poi, ti dico che mi mancano quei momenti, dato che poi la pediatra mi ha completamente rovinato l’allattamento e purtroppo non ho potuto allattare a termine come avrei desiderato. E quando ha cominciato a rifiutare il seno è stato brutto.
    Anch’io ero da sola in casa, senza aiuti, tranne mio marito alla sera. Io ne approfittavo mentre allattavo per leggere o guardare film sul computer, e mi rilassavo molto così (tra l’altro ti consiglio il cuscino per allattamento, è molto più comodo che dover sostenere il bimbo con il braccio!). Se il bimbo vuole sempre stare vicino a te ti consiglio di assecondarlo, ci hai pensato a provare la fascia portabimbo? Non mi ricordo se ne avevo già parlato con te, scusami ma faccio confusione tra un blog e l’altro, per fortuna ultimamente siete in tante ad aver avuto bimbi!!! 🙂 Comunque, dicevo, con il bimbo in fascia hai entrambe le mani libere e puoi fare tante cose in casa… E assecondi il bisogno di tuo figlio di stare vicino a te. Poi è anche un toccasana per le coliche, e l’aiuta ad addormentarsi.
    Per imparare ad usarla puoi guardare su internet se ci sono consulenti dove vivi tu, oppure puoi chiedere aiuto su vari gruppi su internet o facebook… Se vuoi contattami che ti do i nomi dei gruppi. Un bacione e buon anno nuovo!!!

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    1. Grazie per i consigli Cara!!!!!!!! Io ovviamente lo assecondo in tutto alla faccia di chi dice che lo sto viziando. In casa ho il marsupio e sto pensando di cominciare ad usarlo in effetti…..
      Il cuscino per l’allattamento ce l’ho ed è stato un acquisto azzeccatissimo!!!!!!

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