La sensazione di essere una mamma “sbagliata”

Vi avevo anticipato nel precedente post di come avessi intenzione di scriverne da tempo un altro in cui riversare le mie paure e insicurezze. Come sempre il problema è quello di trovare il tempo per sedermi e scrivere tutto…questo sembra forse un buon momento con Miracolino che gioca ai miei piedi da solo (miracolo dei miracoli!!!!).

Sono giorni molto difficili per me. Miracolino sta tirando fuori un carattere non facilissimo e ci sono dei giorni in cui è veramente intrattabile. Non sta mai fermo e il momento del sonno è ormai un incubo da affrontare ogni santo giorno con lui che urla, strepita e piange come se lo stessi sgozzando.
Forse sono fasi normali per un bimbo della sua età o forse non tutti i bimbi le passano…una cosa è certa: non riesco a gestire queste crisi come vorrei e, probabilmente, dovrei!

Non sono mai stata una persona nota per la sua pazienza e purtroppo questa mia terribile caratteristica viene fuori quando Lui fa le bizze.
Provo a mantenere la calma, a parlargli con dolcezza ma via via che le sue urla aumentano diminuisce il mio tentativo di essere paziente, fino ad innervosirmi con lui e arrivare a sgridarlo a voce davvero troppo alta! No, non ne vado fiera…ha solo 10 mesi e mi comporto come se avesse 10 anni (ma poi quanto sarà giusto urlare con un figlio a prescindere dall’età). Ovviamente con questo mio atteggiamento peggiorano solo le cose perché gli trasmetto il mio nervosismo ed entriamo in un circolo vizioso da cui non ne esco facilmente.

Il tutto è peggiorato da Marito che mi “accusa ” di essere troppo nervosa con il bimbo ed in effetti non appena interviene lui Miracolino si calma come per magia.

È una terribile sensazione quella di sentirsi una mamma inadeguata forse resa ancora peggiore dall’essere una mamma pma perché ti rendi conto di essere tanto fortunata ad aver avuto il tuo momento, ma pensi che non lo stai gestendo nel modo giusto sentendoti inevitabilmente in colpa nei confronti di chi ancora tenta ma non riesce e pensando che loro farebbero meglio di te.

Negli ultimi giorni sto lavorando tanto su questo mio aspetto cercando di non sclerare inutilmente e di mantenere la calma più a lungo possibile e i risultati si stanno vedendo.

Miracolino è anche lui più calmo e il momento della nanna è solo un “mezzo incubo” perché se riesco a non perdere la pazienza il suo sclero dura meno. Ma la paura di ricadere in quell’atteggiamento è tanta.

Riconoscere di “avere un problema ” è già di per sé segno che lo si vuole superare ma come riuscirci se attorno ti senti sola? Marito propone come unica soluzione di lasciare Miracolino un po’ con i suoi, aizzato da loro stessi e da mia cognata…cosa che sa benissimo non voglio fare e che riesce a farmi stare solo peggio.
E allora mi chiedo come si fa? Come si riesce ad essere una brava mamma? Come si fa a superare quella stanchezza infinita che ti porta ad essere nervosa e intrattabile?

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7 thoughts on “La sensazione di essere una mamma “sbagliata”

  1. Ciao, stai tranquilla, é normale sentirsi cosí e capita a molte neomamme, soprattutto al primo figlio. Non sei sbagliata e non c’entra pma o altro. Tuo figlio sta sempre con te ed é ovvio che tu veda tutte le sfaccettature del suo carattere nonché delle tue reazioni, come anche vedere esaursi la tua pazienza. Sei giá brava a rendertene conto e a cercare i controllare il meccanismo. Io ho 2 figli, il secondo di 6 mesi appena. Il primo un adorabile iena che ci ha fatto vedere i sorci verdi con la questione sonno, il secondo un angioletto che si addormenta anche da solo a volte. I bimbi a volte sono un incognita anche per noi mamme e noi siamo umane, non bioniche, soprattutto chi come te, e me, non ha aiuti familiari cui potersi affidare ogni tanto. Io e il mio compagno facciamo a tandem in questi casi: quando mi sto innervosendo io passo la “palla” al papá, e viceversa. Non sempre é possibile farlo, peró anche ogni tanto aiuta. 😉

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  2. come ti capisco…a me sembra di passare le giornate solo per riuscire a farlo mangiare e dormire…io sono nota per la mia pazienza ma con Gabriel credo che si arrabbierebbe anche un santo… siamo sulla stessa barca, anche io mi sento in colpa ma siamo umane e i nostri figli ci amano a prescindere da qualche rimprovero…speriamo passi questo periodo ma io sono nei terribili due quindi la vedo dura.

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  3. Io con Topo ho passato un lungo periodo, quando aveva direi tra i 6 e gli 8-9 mesi, circa, in cui farlo addormentare era un gran casino. ho fatto una fatica bestia, in quel periodo, mio marito è più simile a te e tra loro due si innescava il circolo vizioso del “nervoso io nervoso tu”, io non sono particolarmente calma, di carattere, ma lavorando con i bambini da anni un po’ di allenamento ce l’ho …e la mia strategia mentale è stata anche quella di “rassegnarmi”. mi spiego meglio: dentro di me sapevo che in qualche modo quei minuti di follia, pianti disperati e ululati (tutto questo mentre io lo coccolavo, non è che lo stessi torturando…) per addormentarsi, sarebbero passati. Sapevo che si sarebbe calmato, magari anche dopo mezz’ora, ma sarebbe passata. E sapevo (oh che fatica convincermi, ma poi ce l’ho fatta) che non era COLPA nè mia nè di Topo. Io non gli stavo facendo nulla di male, e lui stava esprimendosi nell’unico modo che conosceva. Insomma…mi rassegnavo nel senso che la prendevo un po’ come un momento da far passare, una specie di ostacolo obbligatorio ma transitorio, durante il quale tutto quel che potevo fare era fargli sentire che io comunque ero lì (sia in senso affettivo, che in senso del “rimaniamo qui, qui si dorme”)..e funzionava. Da quando è scattata in me questa cosa, Topo si calmava un po’ più in fretta…e ha funzionato anche col Filosofo, che era riuscito anche lui a viverla meglio, con conseguente miglioramento anche per l’isterico pupo. Non che tutto sia diventato in un attimo rose e fiori.. .:). COmunque è stata una fase, poi è passata!
    Al momento io sono nel tunnel dell’insegnare a Topo alcune regole come:- se non vuoi più un cibo, non buttarlo, lascialo lì nel piatto, – se devo farti smettere di fare una certa attività perchè dobbiamo andare via o dobbiamo fare altro…devi smettere, magari senza perdere il lume della ragione.
    ….non ho ancora trovato una soluzione, però…

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