Il saper gioire per le gravidanze altrui

Nel mio precedente articolo, ho parlato della coppia di amici spariti alla notizia della nostra gravidanza. 

Come atteso, i commenti sono stati vari e diversi…e d’altra parte è giusto così, immaginate che noia se tutti la pensassimo nella stessa maniera.

Questo comunque mi ha fatto riflettere per capire se sono troppo dura io, ma alla fine non penso di esserlo; o se lo sono non riesco a vederla in maniera differente. 

Chi mi segue da tempo sa bene il mio percorso: 4 anni di ricerca, 4 IUI, 3 ICSI, 2 gravidanze biochimiche accertate…insomma non è che non capisca quanto difficile sia sentire certe notizie anche se vengono dalle amiche.

Ricordo bene quando una mia amica mi telefonò per dirmi che era incinta (provavano da meno di un anno e noi eravamo all’ennesima IUI), ricordo che dopo aver chiuso il telefono scoppiai a piangere maledicendo il mio corpo che, senza apparente motivo,si rifiutava di accogliere una nuova vita. E ricordo anche che il giorno dopo la richiamami per chiederle se aveva bisogno di qualcosa, dato che ero tornata lucida e mi ero amaramente pentita della mia reazione fredda al telefono e del pianto successivo.

Ho tutta una rete di amiche virtuali che lottano/hanno lottato per una gravidanza; da queste persone ho ricevuto tantissimi messaggi privati di congratulazioni. Non erano costrette a farlo dato che comunque non condividiamo nulla “fisicamente” nella vita quotidiana. Ho una coppia di conoscenti che non può assolutamente avere figli, non c’è PMA per loro e  infatti stanno cominciando a seguire la strada dell’ adozione. Per entrambe le gravidanze mi hanno fatto le congratulazioni sincere, sebbene velate da quella giusta e comprensibile tristezza del “noi non proveremo mai questa gioia”.

Ora capisco che non  tutti siamo uguali ma a me quella dei nostri amici sembra una reazione esagerata  (siamo a circa 3 settimane di silenzio). Non penso di essere insensibile perché ripeto so che vuol dire ma non capisco in pieno, soprattutto visto che Lei accompagna una sua amica alla seconda gravidanza dal ginecologo, quando il marito non può. Amica che in entrambi i casi è rimasta incinta “quando hanno deciso loro”…

Non sto qui a giustificare la mia durezza perché non mi importa, ma per capire insieme a voi il perché di questo atteggiamento, se un perché c’è. 

P.S.: si, in barba al mio tentativo di essere menefreghista, ci sono rimasta davvero male..

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